LO STRETCHING PRIMA DELLA GARA NON PORTA ALL’OBIETTIVO
A cura di Liliana Rossetti
Dovrebbe essere noto a tutti che lo stretching corretto è uno dei fondamentali più importanti nello sport. Esercizi mirati che richiamano una leggera tensione della muscolatura, di natura dinamica o statica (almeno 30 sec.) , migliorano l’agilità e permettono di evitare possibili infortuni. Vogliamo però anche sollevare la questione se l’allungamento non possa avere anche un fattore di limitazione della prestazione.
Lo stretching prima della gara rende lenti

Poiché uno stato di tensione ottimale del corpo deve essere raggiunto prima della gara sia a livello psichico sia a quello fisico, lo stretching superiore a 20 secondi è controproducente. Il lavoro della muscolatura alla massima velocità e il forte carico muscolare sono un elemento fondamentale nella maggior parte degli sport per poter affrontare una gara con successo. Se si allunga la muscolatura troppo a lungo si arriva ad una caduta del tono muscolare, il che rende il muscolo più lento e aumenta sensibilmente il pericolo di infortuni. Inoltre diversi esperimenti e ricerche hanno dimostrato che un allungamento troppo intenso sovraccarica il muscolo. La conseguenza può così essere un indolenzimento nelle zone del corpo sottoposte all’allungamento.
Secondo
Martina Brunner, fisioterapista della squadra nazionale di calcio femminile
svizzera si può evitare questo effetto indesiderato solo attraverso un
allungamento attivo e dinamico con seguente attivazione. Ella sostiene che la
muscolatura da allungare deve essere portata in posizione di allungamento
attraverso i suoi antagonisti. Quando si avverte un leggero tirare e si può
controllare la tensione che ne nasce , l’allungamento dovrebbe essere rinforzato
attraverso cinque – otto molleggi.
In seguito si dovrebbero stimolare i rispettivi gruppi muscolari il più possibile in modo specifico secondo la natura dello sport in questione. Questo può essere effettuato attraverso skippings, salti, etc. Per non provocare affaticamento del sistema nervoso attraverso movimenti di forza veloce, la sollecitazione non dovrebbe superare una durata di circa 8 – 10 secondi.
In discipline nelle quali un grande raggio d’azione delle singole articolazioni può condizionare la prestazione di successo , dovrebbe essere introdotta la necessaria agilità attraverso specifici esercizi di allungamento. Queste sollecitazioni , tuttavia non dovrebbero verificarsi immediatamente prima o dopo una gara. Sollecitazioni all’allungamento eccessive sulla muscolatura affaticata potrebbero causare infortuni. L’allungamento qui non ha influsso sulla rigenerazione e non aiuta nemmeno contro l’indolenzimento muscolare.
Per sgombrare il campo da un malinteso fin troppo ricorrente si ricordi qui una citazione di Wiemann : "Bisogna arrivare alla conclusione, che l’allungamento statico intensivo nella fase di riscaldamento ottiene esattamente l’effetto contrario di ciò che si spera solitamente: anziché un aumento della prestazione e una profilassi degli infortuni piuttosto una diminuzione della prestazione e aumento del rischio di infortunio."
Fonte: Wiemann, K.; Klee, A.: L’importanza dell’allungamento e dello stretching nella fase di riscaldamento prima dell’alta competizione. In: Leistungssport 4/2000, S.8h