SEGNALI PER LA GESTIONE DELLA PARTITA.

Mauro Mazzotti

Mgr Fortitudo Bologna, Campione d’Italia 2003

Seattle Mariners European Scout

 

Prefazione

Il ruolo dei Segnali è ormai basilare in una organizzazione tecnico-tattica di una squadra; nel corso degli anni e nella nostra evoluzione come Tecnici abbiamo sempre più anno dopo anno insegnato ai nostri giocatori ad essere Coach-dipendenti il meno possibile, ma ora è arrivato il momento di avere una codificazione precisa per le indicazioni che noi daremo loro durante le singole fasi della partita.

Durante i 9 innings di un evento agonistico, oltre ai puri segnali offensivi, ci sono molte altre disposizioni che un Allenatore deve impartire alla squadra ed un sistema di segnali funzionale ed efficiente sicuramente aiuterà la gestione dei momenti topici.

 

Instaurare un sistema di Segnali funzionale

I Segnali sono il principale veicolo di comunicazione nel baseball. Le partite possono essere vinte o perse per un Segnale ben eseguito oppure mancato completamente. Il nostro compito è di preparare un sistema di Segnali facili e comprensibili per la nostra squadra, ma al tempo stesso abbastanza complessi da non poter essere decodificati dai nostri avversari.

Per "Team Signs" non s’intendono solo i segnali offensivi, solitamente i più usati, ma anche tutti i tipi di Difese, i Segnali tra il Mgr e il Catcher ed a sua volta tra il Catcher ed il Pitcher, le situazioni diverse di gioco dipendentemente dal punteggio e dall’inning, quindi tutto dovrà avere un senso ed un filo conduttore per una miglior immediatezza di comprensione da parte dei giocatori. Di sistemi di Segnali ne abbiamo di diversi tipi, con la chiave, con l’apertura, con la chiusura, a zone, a numeri, diversi per ogni giocatore, stando in piedi, stando seduti, camminando, etc. etc. Ricordiamoci però che più saranno sofisticati e più alto potrà essere il margine di errore d’interpretazione da parte dei nostri giocatori e quindi maggior tempo dovremo dedicare al loro ripasso.

 

Segnali Offensivi

Sono i segnali maggiormente utilizzati durante una partita, se si escludono quelli del Catcher al Pitcher e quindi sono quelli sui quali enfatizziamo la maggior parte del nostro lavoro.

I principali segnali sono Bunt, Hit&Run e Rubata. A questi si possono aggiungere dipendentemente dal livello del gioco al quale vengono applicati, Prendi un Lancio, Drag Bunt, Squeeze Play, Run&Hit, Rubata Ritardata e Anticipata, Cancella e Ripeti.

Questi sono i principali, poi possiamo avere quelli dettati dalle "Game Situations", ad esempio corridore in 2^ e 0 out, corridore in 3^ ed IF dentro oppure IF lunghi.

Non meno importanti sono quelli per i corridori come "Green Light on – off" o per il corridore in 3^ se correre a casa "A Contatto" o se lasciare passare la battuta o se, solitamente facendo segno sugli occhi, leggere la situazione da solo.

 

Segnali Difensivi di Squadra e "Situazionali"

I principali Segnali sono quelli sulle Difese di Bunt (con corridore in 1^ e con corridore in 1^ e 2^) e sulla Difesa dalla Doppia Rubata (con corridori in 1^ e 3^).

I Segnali cosiddetti "Situazionali" (un po’ gergale tradotto dall’Inglese) sono tutti quelli dettati appunto dalle diverse situazioni di gioco, soprattutto dal punteggio e dall’inning in corso. Per esempio ultimo inning punteggio pari e vogliamo schierare la difesa in una posizione che non possa concedere battute da extra base agli avversari, quindi dovremo avere un segnale per spostare la 1B e la 3B verso le rispettive linee di Foul ed un altro segnale perché gli OF giochino più profondi.

Sempre per quanto riguarda gli OF oltre ai segnali normali per posizionarli dipendentemente dal battitore che stiamo affrontando, avremo un segnale con corridore in 2^ per far capire loro che in caso di battuta valida, quel punto non sarà importante, ma decisivo sarà non far avanzare il battitore in zona punto, ne conseguirà, presa di sicurezza e successivo tiro in seconda .

Per gli IF i più usati sono quei Segnali che indicano ai giocatori in diamante di giocare "lunghi" "a metà" oppure "dentro" logicamente con corridore in 3^; interessante è anche la comunicazione tra 2B e SS per la copertura della base.

 

Il rapporto con il nostro regista difensivo, il Catcher

Il Catcher è il giocatore che meglio di altri ha la visione del gioco e del piazzamento difensivo dei propri compagni, chiama i lanci del pitcher e deve tenere a bada il "Running Game" della Squadra avversaria … forse sono troppi i compiti e le responsabilità sulle sue spalle, se poi ci aspettiamo anche che blocchi i lanci per terra e quando è il suo turno si faccia anche valere offensivamente. Quindi nel baseball di oggi è molto facile vedere una comunicazione costante tra Panchina (MGR o Pitching Coach) ed il Catcher. La cosa soprattutto riguarda il controllo dei giochi degli avversari per cui avremo principalmente un Segnale per il Pick-off, uno per il Pitch-out, ai quali si possono aggiungere lo Slide Step del Pitcher e la finta in 3^ con Pick-off in 1^.

 

"Chi chiama i lanci ?"

Se la conoscenza delle abitudini delle squadre avversarie sulle rubate ed i batti e corri può giustificare un controllo del gioco da parte dello Staff Tecnico senza togliere troppa responsabilità al nostro Catcher, ragionamento diverso lo è sicuramente per quanto riguarda la gestione dei segnali sui lanci.

Il discorso è soggettivo dipendentemente dal MGR e dal Catcher, ma l’importante è che vi sia un sistema di comunicazione di modo che lo Staff Tecnico possa essere in contatto col Ricevitore in qualsiasi momento se lo ritiene opportuno. Necessario è un sistema di segnali tra il P ed il C soprattutto col corridore in 2^.

 

Decifrare i Segnali dell’avversario

Forse avrete visto qualche volta, magari in TV, dei meeting tra Pitching Coach, Pitcher e Catcher, dove questi ultimi si parlavano col guanto davanti alla bocca. Ecco questo è il tipico esempio di quanto ci si scruti tra squadre per poter carpire qualcosa all’avversario e quindi cercare di decodificare i segnali degli "opponents" fa’ parte del gioco. Appunto per ciò che occorre avere sempre un sistema pronto da introdurre a partita in corso nel caso si abbia il sentore che l’altra squadra abbia capito i nostri segnali.

 

I Segnali verbali

Sono sempre usati soprattutto in situazioni dove non si può agire diversamente. Mi spiego, il coach di 3B con il corridore in 2^ - oppure il posizionamento da parte degli uomini di taglio quando siamo in difesa … tutte cose che non possono essere fatte diversamente, ma che a livello di Major League, vengono usate relativamente, in quanto il frastuono di 30-40.000 persone non ti permette di sentire nulla e quindi come ho detto all’inizio nella Prefazione, occorre allenare i nostri giocatori ad essere meno Coach-dipendenti possibile.

 

Quando lavorare sui Segnali

Logicamente durante gli allenamenti o nelle Intra-Squad Games. I giocatori devono avere familiarità con i Segnali e questi ultimi non devono togliere energie mentali nel momento di capirli per poi eseguirli. Un buon metodo è durante la settimana creare situazioni di gioco in cui il Coach da i Segnali ed i giocatori li eseguono … un ottimo allenamento per entrambi.

 

Segnali semplici o complessi?

Questo è il dilemma di tutti gli Staff Tecnici. "Questi sono troppo facili, li prenderanno subito", "No, così sono troppo complicati, ne sbaglieremo 3-4 a partita". Queste sono le frasi che si sentono spesso mentre si sceglie un sistema di Segnali che abbia successo durante una stagione. La cosa principale è che i Segnali abbiano un filo conduttore semplice e che le loro sequenze abbiano un senso logico …. poi l’allenamento farà il resto.

 

Conclusione

Il nostro incarico è di vincere più partite possibile ed una buona organizzazione di lavoro sicuramente aiuta a raggiungere il nostro obbiettivo.

I Segnali, soprattutto a certi livelli, hanno una grande importanza e quindi lavorare anche questo aspetto del gioco fa’ parte dei nostri compiti.

La cosa più importante però, oltre ad un buon affiatamento e comprensione tra giocatore e Coach, sarà l’esecuzione del Segnale e soprattutto la scelta del momento opportuno per darlo.