La preparazione fisica nel baseball

di Claudio Mantovani

La programmazione dell’allenamento

Di seguito viene riportata la programmazione della preparazione di una squadra di baseball partecipante alla serie B italiana. La stagione agonistica ha inizio a Aprile e termina a Ottobre.

Gli obiettivi specifici della stagione sono:

La squadra ha iniziato la preparazione nel mese di Novembre sostenendo 4 allenamenti settimanali: 2 sedute in palestra e due sedute in campo.

Dal mese di Marzo in poi la squadra si è allenata 3 volte la settimana, disputando una partita amichevole la domenica.

Tale calendario di allenamenti è stato utilizzato anche durante il campionato.

Nell’elaborare il piano annuale dell’allenamento si sono considerati fondamentalmente tre elementi:

Per quanto riguarda il primo elemento si sono suddivisi gli esercizi in due grandi categorie:

Gli esercizi generali non contengono elementi tecnici del baseball ed hanno come obiettivo l’aumento delle capacità motorie quali la forza, la resistenza, la velocità e la mobilità articolare; mentre gli esercizi speciali contengono elementi tecnici del baseball ed hanno come obiettivo, a seconda delle modalità di esecuzione, sia l’apprendimento e lo sviluppo delle abilità specifiche del baseball che l’aumento delle capacità motorie peculiari del gioco quali forza e velocità.

Alla prima categoria appartengono tutte le esercitazioni utilizzate in qualsiasi disciplina sportiva, corsa, salti, balzi, skip, andature, stretching, esercizi per la mobilità, esercizi con e senza sovraccarichi per la forza dei vari distretti corporei, etc. Gli esercizi speciali si possono suddividere in funzione degli elementi tecnici che contengono e quindi dei fondamentali il cui sviluppo hanno come obiettivo:

 

Queste due categorie di esercizi condizionano i criteri con cui si stabiliscono gli altri due elementi del lavoro, la Quantità e l’Intensità. La Quantità rappresenta il volume del lavoro da effettuare, i chilometri percorsi nella corsa, il peso sollevato nelle esercitazioni per la forza, il numero delle ripetizioni nelle esercitazioni speciali, o tecniche, (numero dei lanci, delle battute, delle rubate, etc.).

L’Intensità invece è rappresentata, per quanto riguarda le esercitazioni generali, dall’Intensità Relativa, cioè la percentuale della capacità massimale di quell’atleta per quell’esercitazione; mentre per quanto riguarda le esercitazioni tecniche si è pensato ad una classificazione di tipo qualitativo: scarsa, media, forte e intensa, in funzione di diverse modalità di esecuzione e di diverse situazioni anche di tipo tattico.

Nella tabella 1 sono riportati i 4 livelli d’intensità in cui si sono classificate le esercitazioni tecniche nelle diverse modalità d’esecuzione.

 

Tab. 1 - Livelli di intensità del carico

INTENSITA'

LANCIO

BATTUTA

CORSA SULLE BASI

SCARSA

Lanci senza battitore da distanza ravvicinata

Battuta senza palle lanciate (pepper, batting.-teee, toss-drill, ecc.)

Corse a velocità ridotta, presa di vantaggi, ritorni in base simulati

MEDIA

Lanci senza battitore dalla distanza regolare

Battute con palle lanciate a velocità ridotta con la macchina

Corse a velocità elevata senza la difesa

FORTE

Lanci a velocità elevata con battitore

Battute con il lanciatore a velocità elevata conoscendo i tipi di lanci

Corse a velocità massimale senza la difesa

INTENSA

Lanci con battitore e corridori sulle basi

Battute come in partita, non sapendo i anticipo i tipi di lanci

Corse a velocità massimale con la difesa

 

Nella tabella 2 è illustrata la Programmazione annuale della squadra: sono riportati gli andamenti del carico di lavoro con i livelli di Quantità ed Intensità nei diversi periodi in cui è stata divisa la stagione agonistica.

La programmazione è stata divisa in 4 periodi:

Le date chiavi utilizzate per dividere la programmazione sono state le seguenti:

 

Piano dettagliato dei diversi periodi della programmazione

I diversi periodi del piano annuale sono suddivisi in macrocicli, ognuno dei quali è costituito da un certo numero di mesocicli suddivisi a loro volta in microcicli.

I microcicli hanno una durata di una settimana in modo tale da allineare l’allenamento con i ritmi della vita sociale, scolare e professionale degli atleti. Ogni settimana si sono effettuate tre sedute di allenamento ed una partita.

I mesocicli sono costituiti da 3 o 4 microcicli aventi gli stessi obiettivi e negli stessi giorni della settimana, lo stesso tipo di seduta di allenamento e lo stesso rapporto quantità-intensità.

I mesocicli del PPG, costituiti da tre settimane ciascuno, hanno come obiettivo fondamentale l’aumento progressivo del carico d’allenamento. I mesocicli 7 e 8 del PPS hanno come obiettivo l’aumento ulteriore dell’intensità ed il decremento della quantità del lavoro: questi mesocicli, della durata di 4 settimane, prevedono una settimana di scarico dove i contenuti dell’allenamento sono orientati prevalentemente verso il metabolismo aerobico e verso attività più attraenti per i giocatori.

I mesocicli del PC si propongono di mantenere il livello del carico raggiunto per poter affrontare le gare nella migliore condizione possibile. Solo il mesociclo n° 12, quello immediatamente prima dei playoff, presenta una settimana di scarico.

I rimanenti mesocicli, che coincidono con altrettanti macrocicli, presentano delle caratteristiche peculiari. Il n° 13 deve assicurare il massimo rendimento durante le gare più importanti della stagione: gli obiettivi principali sono di ordine psicologico e tecnico tattico; dal punto di vista della dinamica del carico, le singole sedute di allenamento sono molto diversificate, privilegiando un aumento della quantità del lavoro nella seduta centrale della settimana ed una intensità, soprattutto dal punto di vista tecnico-tattico, nelle altre due sedute che devono essere caratterizzate da ampi tempi di recupero.

Il mesociclo n° 14 sarà costruito in base ai risultati dei playoff: nel caso in cui si arrivi a giocare fino all’ultimo turno, dopo la prima settimana di scarico, l’obiettivo è quello di riportare il carico di allenamento a livelli ottimali con Quantità ed Intensità sopra il 70%.

Nel caso di eliminazione anticipata, lo stesso obiettivo sarà perseguito in tempi diversi.

L’ultimo mesociclo, che corrisponde al PR, ha come obiettivo l’abbassamento del carico di lavoro con Quantità ed Intensità che si riducono drasticamente ritornando ai livelli iniziali.

Questo obiettivo è perseguito con esercitazioni del tutto diverse da quanto proposto durante gli altri periodi.

Per quanto riguarda i macrocicli sono costituiti da uno o più mesocicli aventi strutture simili.

I macrocicli del PPG sono costituiti da due mesocicli di identica durata ed hanno come obiettivo un aumento considerevole del carico di allenamento: alla fine del secondo macrociclo la Quantità ha raggiunto il 100%, mentre l’Intensità il 70%. Una parte considerevole delle attività sono a carattere generale con lo scopo di migliorare le diverse capacità motorie: nel primo macrociclo prevalentemente le capacità aerobiche, mentre nel secondo il lavoro è orientato verso quelle anaerobiche.

Sono comunque già presenti esercitazioni di carattere tecnico eseguite a bassi livelli di intensità. In questo periodo la strategia utilizzata per la costruzione del macrociclo è la seguente:

il secondo mesociclo inizierà con un carico che corrisponde al carico medio del primo mesociclo, che generalmente è dato dal carico del secondo microciclo.

Nel 3° macrociclo, che coincide con il PPS, l’obiettivo principale è raggiungere la massima Intensità. I contenuti dell’allenamento, dal punto di vista bioenergetico, sono prevalentemente orientati ad uno sviluppo delle capacità anaerobiche alattacide, con esercitazioni per la velocità e la forza rapida; mentre dal punto di vista tecnico, le attività hanno livelli di difficoltà sempre crescenti. Il secondo mesociclo, in questo periodo, inizia con un carico uguale o di poco superiore al carico del terzo microciclo precedente, il quarto microciclo è di recupero. Tale strategia è utilizzata in quanto il carico è molto vicino ai livelli massimali ed assume una forte importanza la settimana di recupero.

Il primo macrociclo del PC (il n° 4) si propone di mantenere il livello del carico nella zona ottimale di allenamento, con un andamento altalenante della Quantità e dell’Intensità. E’ importante prestare attenzione ad una costruzione diversificata delle tre sedute di allenamento settimanali tenendo conto anche di ciò che è avvenuto durante la gara. Per quanto riguarda la costruzione del macrociclo, in linea con gli obiettivi, il secondo mesociclo inizierà con un carico uguale al carico iniziale del primo mesociclo.

I rimanenti macrocicli sono costituiti ognuno da un solo mesociclo le cui caratteristiche sono state già illustrate in precedenza.

 

I mezzi utilizzati per il controllo dell’allenamento

Per poter effettuare quanto più oggettivamente possibile una diagnosi e poi un controllo delle capacità ed abilità dei giocatori si è adottata una batteria di test cosi composta:

- test CMJ per la forza esplosiva ed il riuso di energia elastica degli arti inferiori

- test CASA-SECONDA per la velocità di corsa sulle basi

- test TIRO RADAR per la velocità della palla lanciata

- test BATTUTA RADAR per la velocità della palla battuta

- test di mobilità del tronco

- test di mobilità delle spalle

Le modalità e le procedure dei test sono descritte nella letteratura riportata in bibliografia.

Un altro strumento per controllare l’efficacia della preparazione è rappresentato dai dati derivanti dalla prestazione della squadra durante le gare.

La Tabella 3 infatti cerca di mostrare il rapporto tra la dinamica del carico durante il PC e la prestazione, valutata attraverso la Media Battuta (MB) per quanto riguarda i battitori, e la Media Punti Guadagnati sul Lanciatore (MPGL) per quanto riguarda i lanciatori.

Il grafico riguardante la battuta mostra il raggiungimento delle migliori prestazioni a circa un mese dall’inizio del campionato, per effetto, forse, dell’intensità del carico che aveva raggiunto precedentemente il livello massimo.

Tale buona prestazione in battuta è avvenuta in concomitanza con un abbassamento notevole del livello di Intensità del carico.

Un così forte decremento dell’Intensità ha, però, forse causato il calo delle medie battute che è avvenuto invece a metà campionato dove si sono riscontrate le uniche due sconfitte.

Per quanto riguarda i lanciatori la dinamica della prestazione è stata pressappoco la stessa, con una flessione molto più evidente, ma nello stesso periodo in cui si è verificata per i battitori.

La prestazione dei lanciatori ha però raggiunto i massimi livelli durante i playoff per effetto, forse, del lavoro molto intenso eseguito verso la fine del campionato.

Anche i battitori hanno giocato i playoff a buoni livelli considerando anche la maggiore efficacia dei lanciatori avversari rispetto a quelli che avevano incontrato durante il campionato.

Nella Coppa Italia, invece i battitori hanno avuto un calo della prestazione determinato probabilmente dal carico molto intenso sostenuto durante i playoff e dall’appagamento psicologico derivante dalla vittoria dei playoff stessi; le stesse cause sono probabilmente alla base della flessione ancora più marcata registrata dal reparto dei lanciatori.

 

Le differenze tra le previsioni ed i risultati ottenuti

La pianificazione delle esercitazioni rivolte alla preparazione della squadra non è stata interamente prodotta a priori, cioè non c’è stata una previsione precisa e particolareggiata di quanto dovesse essere fatto per tutta la stagione agonistica, prima che iniziasse l’attività. Si sono solamente identificate le linee generali entro le quali programmare le attività di allenamento.

Tutto ciò per l’obiettiva difficoltà nel prevedere tutto il lavoro di un anno, ma soprattutto a causa del fatto che, essendo la prima volta che si è cercato di lavorare in questo modo, non è stato possibile avere alcun riferimento con esperienze passate, che invece risultano essere molto importanti per elaborare una efficace programmazione.

Quindi la pianificazione del lavoro è avvenuta di periodo in periodo: definendo gli obiettivi, identificando i mezzi e soprattutto valutando, con diversi strumenti, se il lavoro svolto stesse andando nella direzione voluta.

Una particolare attenzione è stata prestata alla reale efficacia dei mezzi utilizzati, sopratutto alla coerenza tra obiettivo da perseguire e esercizio utilizzato per perseguirlo.

Tale coerenza è stata analizzata sotto l’aspetto fisiologico, tecnico-tattico e psicologico al fine di identificare dei criteri più obiettivi di scelta degli esercizi.

Tutto questo non permette di identificare delle differenze tra previsioni e effettive realizzazioni, anche se c’è stato un momento della programmazione dove è stato necessario un cambiamento delle linee generali su cui si intendeva lavorare. Infatti nel periodo competitivo si prevedeva un alternarsi della Quantità e dell’Intensità con picchi del 70% e 100% dell’uno e dell’altro parametro; questo, forse, è stato il motivo per un vistoso calo della prestazione che ha avuto come risultato due sconfitte consecutive con avversari neanche troppo difficili. Allora si è pensato di ridurre la banda di oscillazione di Q e I per poter mantenere uno stato di forma più costante durante il campionato, e invece aumentare l’Intensità del lavoro in prossimità e durante i playoff, sempre considerando le specificità dei diversi allenamenti settimanali.

 

Conclusioni

Dunque una stagione senz’altro positiva, ma che ci induce a riflettere su alcuni problemi relativi alla programmazione:

Concludendo si può affermare quanto un’efficace programmazione dell’allenamento risulti ormai indispensabile per raggiungere dei risultati anche con squadre di medio livello.

La programmazione nei giochi sportivi comporta delle difficoltà derivanti dalla complessità dei fattori che determinano la prestazione (la condizione fisica, gli aspetti tecnici, quelli tattici, le caratteristiche psicologiche) e la gestione del gruppo-squadra.

Infatti io credo che i problemi sui quali bisognerà trovare delle soluzioni ancora più efficaci siano, tra gli altri:

Bibliografia

• Bosco, C. (1985) Elasticità muscolare e forza esplosiva nelle attività fisico-sportive, Roma: Società Stampa Sportiva.

• Bosco, C. (1992) La valutazione della forza con il test di Bosco, Roma: Società Stampa Sportiva.

• Carbonaro, G., Madella, A., Manno, R., Merni, F., Musino, A. (1988) La valutazione nello sport dei giovani, Roma: Società Stampa Sportiva.

• Farès, E. (1992) Minibaseball pour les jeunes, Education Physique Sportive 58, Mai-Juin 21-22

• Fox, E.L. (1984) Sport Physiology, (2nd edition), New york : CBS College Publishing.

• Madella, A., Mantovani, C., Aquili, N., Beccarini, C. (1992) Caratteristiche motorie e curriculari di giovani giocatori di baseball di diverso livello competitivo, Laboratorio di Metodologia dell’Allenamento, Roma, CONI Scuola dello Sport

• Manno, R. (1989) Fondamenti dell’allenamento sportive, Zanichelli, Bologna

• Mantovani, C. (1987) La valutazione funzionale del giocatore di baseball, Tesi di Specializzazione in Tecnica e Pratica Sportiva, CONI SdS – ISEF L’Aquila

• Potteiger, J.A., Wilson, G.D. (1992) Training the pitcher: a hypothetical model. National Strength and Conditioning Association Journal 11(3), 27-31

• Potteiger, J.A., Blessing, D.L. & Wilson, G.D. (1992) The physiological responses to a single game of baseball pitching, J. Appl. Sport Sci. Research 6(1) 11-18

• Saibene, F., Rossi, B., Cortili, G. (1986) Fisiologia e Psicologia dello Sport Mondadori, Roma