MODELLO FUNZIONALE DEL BASEBALL E SOFTBALL

Di Cinzia Machetti

Ormai da tempo, negli ambienti del baseball e softball, è accesa la discussione sulle metodiche di allenamento e sul tipo di impegno metabolico degli atleti in relazione alle situazioni di gioco e soprattutto ai ruoli.

Le maggiori divergenze di opinioni si riscontrano

  1. sul tipo di allenamento da far svolgere a lanciatori e ricevitori, che lavorano in modo atipico rispetto agli altri componenti della squadra,
  2. sull’utilizzo o meno della corsa di resistenza di media e lunga durata,
  3. sul problema del potenziamento muscolare (necessario, ma allo stesso tempo non sempre compatibile con le doti di rapidità richieste in questi sport),
  4. sulla necessità di dover migliorare o no la capacità lattacida degli atleti,
  5. sulla esigenza di conciliare l’enorme volume di lavoro richiesto negli allenamenti per l’apprendimento ed il consolidamento dei fondamentali individuali e di squadra e l’impegno, poco voluminoso, ma intensissimo, dei metabolismi in gara.

Poche sono le informazioni a riguardo reperibili in letteratura, anche internazionale.

Alcuni studi effettuati per determinare il modello funzionale del gioco (Colli, Faina, Machetti 1987; Madella, Mantovani Aquili 1992) hanno, tra l’altro, preso in considerazione i tempi di azione e di pausa del gioco, intendendo come azione qualsiasi evento che impegni uno o più componenti della squadra.

Queste rilevazioni hanno evidenziato, come del resto era intuibile, una costante alternanza tra azione e pausa. Mediamente solo un lancio su tre evolve in una azione e in nessun caso si sono verificate più di 20 azioni in metà inning, mentre sono stati effettuati anche 50 lanci. Ciò evidenzia già, se ce n’era necessità, il diverso impegno metabolico in relazione ai ruoli.

Nel baseball, ma anche nel softball, le azioni durano in media 4"47 (+/- 2"45), la pausa media tra un lancio ed un altro è di 23" (+/- 13").

In sintesi si osserva che le azioni si effettuano ogni 45, 50 secondi circa e la loro durata è estremamente breve. Da ciò si deduce che la durata e la frequenza, sia delle azioni che delle pause, sono tali da non presupporre l’intervento, nelle fasi attive di gara, del metabolismo aerobico.

E’ richiesta invece una elevata capacità di esprimere potenza in tempi brevissimi e quindi le qualità motorie fondamentali sono rappresentate da alti livelli di Forza Esplosiva, mentre il meccanismo bio-energetico utilizzato richiede una Potenza Anaerobica Alattacida e, seppur saltuariamente, un buon livello di Potenza Lattacida.

Ciò è dimostrato dai rilievi lattacidemici effettuati sugli atleti in gara.

Esclusi lanciatori e ricevitori, si è riscontrato un incremento di lattacidemia solo in alcuni atleti ed al 6° minuto del ristoro il tasso di lattato ematico risultava essere già tornato ai valori basali, questo indica l’assenza di un coinvolgimento, anche solo distrettualmente elevato, del metabolismo glicolitico.

UTILIZZO DEI MECCANISMI BIO-ENERGETICI NELLE PRESTAZIONI SPORTIVE

SPORT

Anaerobico-Alattacido

Anaerobico-Lattacido

Aerobico

BASEBALL

Elevata

Scarsa

Irrilevante

ATLETICA LANCI

Massima

Irrilevante

Irrilevante

ATLETICA FONDO

Scarsa

Discreta

Massima

KM. DA FERMO (Ciclismo)

Discreta

Elevata

Scarsa

EFFICIENZA DEI MECCANISMI BIO-ENERGETICI

ETA'

Anaerobico-Alattacido

Anaerobico-Lattacido

Aerobico

RAGAZZI

Ottima

Scarsa

Buona

ADULTI

Buona

Buona

Ottima

E’ opportuno tener presente che la Frequenza Cardiaca raggiunta durante il lavoro massimale, diminuisce con l’età. Il valore tipico per i ragazzi e le ragazze di 10 anni è di 210 b al min. mentre è di 195 per soggetti di 25 anni (Astrand e Rodahl 1984). Ciò risulta importante per la determinazione del carico fisico interno e di conseguenza per la programmazione ed il controllo dell’allenamento.

CAPACITA' MOTORIE RICHIESTE

SPORT

Capacità Coordinative

Capacità Condizionali

BASEBALL

Elevate

Forza Esplosiva, Rapidità, Flessibilità

ATLETICA LANCI

Discrete

Forza Esplosiva

ATLETICA FONDO

Scarse

Resistenza

KM. DA FERMO

(Ciclismo)

Discrete

Forza, Flessibilità

Pertanto

Il metodo di allenamento degli atleti di baseball e softball sia per il superamento dello sforzo fisico durante la prestazione, ma soprattutto per il miglioramento delle prestazioni tecniche dovrebbe essere orientato prevalentemente a:

  1. raggiungimento di un buon grado di sviluppo dei grandi sistemi (cardiocircolatorio e respiratorio). Verso i 9 –10 anni è possibile iniziare un lavoro semi-sistematico di sviluppo della resistenza generale, in particolare attraverso la corsa uniforme con variazioni di ritmo, (Alexe, Filin, Volkov, Zaciorskij ed altri).
  2. incremento della forza veloce mediante carichi minimali (fino a 3 Kg per ragazzi dai 10 ai 12 anni) e basso numero di ripetizioni ad alta velocità con recuperi completi, si possono anche utilizzare semplici esercitazioni di pliometria, tenendo presente che la Forza Veloce è strettamente correlata alle doti nervose del soggetto ed all’aumento della Forza max (Manno, Faina 1999).
  3. miglioramento o mantenimento della flessibilità
  4. utilizzo di attrezzi variati (peso, volume) e variate condizioni ambientali
  5. utilizzo di elementi di altri sport tipo preacrobatica per il miglioramento delle capacità di equilibrio, combinazione, ecc..

Per concludere, osservando gli allenamenti di molti club, si nota la netta prevalenza del carico di tipo tecnico-coordinativo rispetto a quello condizionale. Questo carico non è sicuramente sufficiente a sviluppare la Forza Esplosiva e tanto meno quella Tonica, mentre è di enorme rilevanza, in questi come negli altri sport, il miglioramento dell’aspetto condizionale per ottenere miglioramenti anche nell’aspetto tecnico della prestazione.