LA FIGURA DEL" LEADER "
di Lilly Rossetti
Uno delle più grandi fortune di un allenatore è trovare una squadra con buoni leader. A dire la verità oggi i leader sono ricercati in tutti i contesti; nel mondo del lavoro ad esempio essi facilitano il compito alla direzione di qualsiasi azienda e creano un’atmosfera positiva tra i colleghi. In una squadra le cose non sono diverse. I leader sono un sostegno insostituibile per l’allenatore e un punto di riferimento per i compagni di squadra.
Ma si può creare un leader ?
La risposta a questa domanda è decisamente interessante.
Ogni allenatore si trova prima o poi a vivere la difficoltà di " tirarsi dietro " le giocatrici, di comunicare con loro, di far capire loro la sua filosofia, di trovare sintonia con loro. A volte non riesce ad arrivare alle giocatrici, nonostante tutto, nonostante la miglior disposizione mentale e le migliori intenzioni.
La squadra ha infatti una vita propria, le sue regole non scritte e i suoi punti di riferimento, i suoi leader appunto. La squadra si crea i suoi leader, e non sempre si tratta di leader positivi, perlomeno non sono utili allo sviluppo del gruppo di atleti in una determinata ottica.
Una prima cosa da chiarire, allora, è che i leader non possono essere imposti. La squadra deve riconoscerli come elementi trainanti, come " bussole " a cui guardare nel momento in cui è necessario fare passi avanti come gruppo e tutto ciò deve accadere " da sé ", con un moto quasi spontaneo, in cui il lato emotivo e razionale della situazione arrivano a coincidere.
Un buon programma sportivo necessita della collaborazione di buoni leader. L’allenatore e la dirigenza devono tenere conto della situazione di partenza e trovare il modo di sfruttare positivamente le dinamiche interne che già esistono all’interno di ogni gruppo, orientando le personalità più positive a prendere un ruolo di responsabilità consapevole ma non ostentata all’interno della squadra e del programma.
Quali sono le caratteristiche di un leader ?
A torto si potrebbe pensare che un leader debba saltare all’occhio a tutti i costi. Al contrario. Un leader non ha bisogno di farsi notare perché non gli serve l’approvazione degli altri. La sua prima caratteristica di successo è la sicurezza di sé.
Questa si mostra in tutte le situazioni, fuori e dentro dal campo. Essa nasce fondamentalmente da un equilibrio interiore che protegge la persona da debolezze e cadute. Con ciò il leader può fare distinzioni tra le situazioni e guardarle con i giusti occhi, aiutare anche gli altri quando si presentano momenti di smarrimento e di crisi. Attraverso un po’ di umorismo o toni più leggeri in situazioni di stress il leader può far sorridere e riportare tutto alla giusta prospettiva.
Collegata a tutto questo è l’onestà. Il leader è oggettivo e ama la verità. Non sopporta le scuse e le bugie. Può anche non essere sempre d’accordo con l’allenatore ma sicuramente esprimerà la sua idea in modo chiaro, oggettivo e rispettoso e così facendo contribuirà allo sviluppo di tutto il programma in modo sensibile.
Un vero leader ama il suo sport ( o il suo lavoro ) e contagia gli altri.
La passione per la sua attività , dunque, è un’altra caratteristica inconfondibile. La forza di un leader si basa infatti non sulle parole vuote, nasce invece da vero entusiasmo e generosa dedizione che lo rendono un esempio trascinante.
Nel nostro sport , però, il leader non deve solo essere protagonista della propria prestazione, bensì anche di quella della squadra. La dimensione „ sociale „, „ di squadra „ di questa personalità non può mancare. Il leader si distingue per il fatto che agisce, gioca, parla e si presenta a servizio della squadra. In altre parole mette la squadra in primo piano e condivide le decisioni che vengono prese per il bene del gruppo.
Proprio nell’ambito della squadra il leader positivo trova il suo posto e la sua realizzazione; il suo successo perde di valore senza il successo della squadra.
In altre parole si tratta di un elemento costruttivo che trasfonde, anche con semplicità di modi, fiducia, sicurezza e gioia di giocare.
Tutto questo può anche non essere supportato da un rendimento eccezionale. Il leader infatti è la persona che non può mancare in squadra anche se può non comparire in cima alle statistiche.