GIOVANI LANCIATORI: Più Regole o Più Cultura?

(a cura di Giorgio Moretti)

Premessa

Questo articolo, si propone di contribuire in maniera costruttiva al dibattito sull’argomento della regolamentazione a tutela dei giovani lanciatori cercando di individuare quegli elementi ai quali dovrebbero ispirarsi le regole, in modo che esse risultino le più utili e oggettive, ma soprattutto siano rispettate dai tecnici perché condivise.

Nel contempo si cercherà di capire se la regolamentazione sia sufficiente, da sola, a tutelare i giovani lanciatori o, piuttosto, non ci sia invece bisogno anche e soprattutto di un’adeguata cultura tecnica che possa aiutare gli allenatori a non commettere errori.

Tanto per fare un esempio: "Che cosa contribuisce di più a far smettere di fumare, il divieto di fumare nei luoghi pubblici (regola) o la consapevolezza che il fumo fa male (cultura)?"

Diciamo che ci si propone in questo contesto di individuare almeno alcune raccomandazioni che siano di supporto alle regole o che aiutino a riflettere se sia il caso di modificarle per renderle più aderenti alle esigenze di sviluppo tecnico.

I tecnici debbono essere consapevoli delle loro responsabilità e non limitarsi supinamente all'applicazione delle regole (il limite degli inning e i giorni di riposo) nascondendo così la loro eventuale mancanza di cultura o le loro carenze tecniche sul tema dello sviluppo dei giovani lanciatori.

Alla luce della mia esperienza, avere cultura su questo tema vuol dire soprattutto conoscere quali sono tutti gli elementi che influenzano lo sviluppo dei giovani lanciatori e saperli applicare con criteri di progressività, coerentemente con le caratteristiche di ciascun atleta.

Tanto per entrare ancora di più nello specifico dirò che tra gli adulti non esiste una regola che impone la sostituzione del lanciatore dopo 100 lanci (± 20÷25), eppure tutti (tecnici e lanciatori) per loro cultura fanno riferimento a questo limite. Perché nei settori giovanili non si riesce a trovare un punto di riferimento altrettanto condiviso ed al tempo stesso coerente ed equilibrato?

La questione

"Qual è il motivo che ha indotto a regolamentare il numero massimo di inning che un giovane può lanciare?"

  1. Salvaguardare l’integrità fisica dei lanciatori ed un coerente sviluppo tecnico (questione tecnica);
  2. Dare ai tecnici lo stimolo per impostare più lanciatori per ogni squadra (questione politica);
  3. Creare maggiore competizione tra le squadre evitando che un lanciatore forte possa, per così dire, "ammazzare" la partita, il torneo, il campionato (questione politica o meschina?)

Proviamo a rovesciare i termini della questione:

"Che cosa mette a rischio l’integrità fisica dei giovani lanciatori? Ovvero: quali sono le principali cause di infortunio?"

  1. Il numero dei lanci eccessivo rispetto al proprio fisico che si sviluppa con l’età.
  2. Il mancato adeguato riposo tra una partita e l’altra, ma soprattutto quando compare il dolore o la fatica eccessiva
  3. La scarsa preparazione fisica del corpo in generale e del braccio in particolare
  4. Una impropria tecnica/meccanica di lancio
  5. L’introduzione di lanci speciali in un’età non adeguata
  6. Lanciare o tirare senza un adeguato riscaldamento

Come si può facilmente dedurre non tutti i punti possono essere concretamente trasposti in regole e, anche quando questo fosse possibile non risulterebbe di semplice applicazione (immaginate le discussioni sul numero di lanci).

Un articolo di James R. Andrews, M.D. e Glenn Fleisig, Ph.D. pubblicato dalla rivista American Sport Medicine Institute nel Febbraio del 1996 affrontava il tema per determinare le raccomandazioni che USA Baseball Medical & Safety Advisory Committee avrebbe dovuto divulgare.

Il tema era introdotto con la domanda più comune che genitori pongono ai professionisti della medicina sportiva: "Quanti lanci posso permettere di tirare a mio figlio?" e proseguiva con alcune considerazioni importanti scaturite da un sondaggio tra alcuni esperti di baseball tra i quali oltre ai tecnici anche i chirurghi ortopedici. In realtà la domanda si proponeva di conoscere quanti lanci può tirare un ragazzo senza infortunarsi al braccio.

Era stato chiesto a 85 esperti di esprimere la loro opinione sul limite dei lanci e su altri fattori di infortunio. Soltanto 28 avevano risposto soffermandosi ad esprimere considerazioni anche sul riposo dopo ogni partita, sull’importanza della meccanica di lancio, sulla necessità di un programma di rafforzamento fisico nonché sulla raccomandazione di iniziare a tirare i vari tipi di lanci al raggiungimento di differenti età.

Il Decalogo

Dalla indagine dell’A.S.M.I. è scaturito un decalogo di conclusioni che si articola come segue:

  1. Nel determinare i giorni di riposo il numero dei lanci è più importante del numero degli inning
  2. Il numero massimo dei lanci per ogni apparizione (salita sul monte) aumenta con l’età del lanciatore
  3. Un lanciatore dovrebbe limitarsi a lanciare al massimo due apparizioni per settimana
  4. Nei confronti di un giovane lanciatore uno più grande (di età) può lanciare qualche lancio in più a parità di giorni di riposo
  5. La partecipazione a più campionati (giovanili), giocare in altre posizioni, e l’allenamento di lancio dovrebbe essere tenuto in considerazione quando viene definito e regolamentato il riposo
  6. In generale un ragazzo può iniziare a lanciare la dritta a 8 anni, il cambio a 10, e la curva a 14. Tutti gli altri lanci non dovrebbero essere inseriti fino all’età di 16 anni.
  7. Una tecnica/meccanica difettosa è il maggior fattore per un potenziale infortunio
  8. La preparazione fisica del braccio e del fisico può ridurre il rischio di infortuni nei giovani lanciatori
  9. Mentre il numero dei lanci dovrebbe essere limitato, i giovani atleti dovrebbero essere incoraggiati a tirare. Ciò include play catch, giocare in altre posizioni, e l’allenamento di lancio.
  10. Quando i sintomi di affaticamento o dolore compaiono si raccomanda un lungo periodo di riposo.

Inoltre, nell’articolo erano pubblicate una serie di tabelle sulle norme attualmente vigenti nelle varie organizzazioni giovanili U.S.A., alle quali è stato aggiunto quanto previsto in Italia sullo stesso argomento; e quelle relative alle raccomandazioni scaturite invece dalle varie opinioni degli intervistati.

 

Tabelle relative alle regole in vigore

Tab. 1

Età

Categoria

Max Inning per partita

   

Italia

Pony League

Little League

Dixe Youth

8-10

Mini

 

3

6

6

10-12

Ragazzi

3

7

n.d.

6

13-14

Allievi

3

7

n.d.

9

15-16

Cadetti

3

7

n.d.

10

17-18

Primavera

6

9

n.d.

 

Domanda: è corretto arrivare a 16 anni di età senza aver lanciato mai più di 3 inning per partita e a 18 anni senza averne lanciati mai più di 5?

Tab. 2

Età

Categoria

Max Inning per settimana

   

Italia

Pony League

Little League

Dixe Youth

8-10

Mini

n.d.

6

6

6

10-12

Ragazzi

n.d.

10

6

6

13-14

Allievi

n.d.

10

9

10

15-16

Cadetti

n.d.

10

9

14

17-18

Primavera

n.d.

 

9

 

Tab. 3

Età

Categoria

Durata Partite

   

Italia

Pony League

Little League

Dixe Youth

8-10

Mini

n.d.

n.d.

n.d.

n.d.

10-12

Ragazzi

6 inning

2 ore

n.d.

n.d.

n.d.

13-14

Allievi

6 inning

2 ore

n.d.

n.d.

n.d.

15-16

Cadetti

7 inning

2 ore

n.d.

n.d.

n.d.

17-18

Primavera

9 inning

2 h 30 m.

n.d.

n.d.

n.d.

Domanda: i nostri giocatori quante partite giocano e quanto si allenano? Quale cultura sportiva hanno i loro genitori?

Tab. 4

Giorni Riposo

Età

Categoria

Inning Lanciati

Italia

Pony League

Little League

Dixe Youth

8-10

Mini

Meno di 3.0

3.0 – 3.2

4.0 o più

n.d.

0

40 ore

40 ore

0

1 giorno

3 giorni

0

1 giorno

3 giorni

10-12

Ragazzi

Meno di 3.0

3.0 – 3.2

4.0 o più

2

0

40 ore

40 ore

0

1 giorno

3 giorni

0

1 giorno

3 giorni

13-14

Allievi

Meno di 4.0

4.0 – 4.2

5.0 o più

2

0

40 ore

 

0

1 giorno

3 giorni

0

40 ore

 

15-16

Cadetti

Meno di 4.0

4.0 – 4.2

5.0 o più

2

0

40 ore

 

0

1 giorno

3 giorni

0

40 ore

 

17-18

Primavera

Meno di 4.0

4.0 – 4.2

5.0 o più

3

0

40 ore

 

0

1 giorno

3 giorni

0

40 ore

 

 

Tabelle relative a raccomandazioni, suggerimenti e sondaggi

Tab. 5

Eta’ raccomandata per l’insegnamento dei vari tipi di Lancio

Età (*)

Fast Ball

Change up

Curve

Knockball

Slider

Fork

Screwball

8÷10

X

X

         

11

X

X

         

12

X

X

         

13

X

X

         

14

X

X

X

       

15

X

X

X

X

     

16

X

X

X

X

X

X

 

17

X

X

X

X

X

X

X

18

X

X

X

X

X

X

X

(*) Il sondaggio evidenziava nella colonna dell’età una deviazione standard pari a ±2

Tab. 6

Numero di Lanci Suggeriti

Età

Max. Lanci/Partita

Max. Partite/settimana

8-10

52

2

11-12

68

2

13-14

76

2

15-16

91

2

17-18

106

2

 

Tab. 7

Numero di Giorni di Riposo Suggeriti (esclusi il giorno in cui lancia ed il giorno in cui lancerà di nuovo)

Età

1 giorno di riposo dopo

2 giorni di riposo dopo

3 giorni di riposo dopo

4 giorni di riposo dopo

8-10

21 lanci

34 lanci

43 lanci

51 lanci

11-12

27

35

55

58

13-14

30

36

56

70

15-16

25 (35?)

38

62

77

17-18

27 (37?)

45

62

89

(*) Il sondaggio evidenziava relativamente ai lanci una deviazione standard oscillante tra ±15 e ±25

Tab. 8

Altre norme di sicurezza che dovrebbero essere usate

Si

No

Forse

Maschere facciali per i battitori

46%

29%

25%

Palline morbide (incrediball)

21%

43%

36%

Basi autosgancianti

86%

7%

7%

Pettorine per i battitori

14%

43%

43%

Se si potessero trarre conclusioni definitive si può dire che è abbastanza generalmente condiviso che il limite sul numero dei lanci sarebbe più coerente con l’obiettivo di tutela e sviluppo posto in esame.

Partendo dal presupposto che potrebbe risultare complicato controllare con esattezza il numero dei lanci durante le partite senza dare adito a discussioni è stato ipotizzato di verificare se questo indice potesse essere sostituito dal numero dei battitori affrontati (indubbiamente più facile da controllare)

Sono stati pertanto osservati n. 22 inning per categoria e rilevati i dati riportati nelle seguenti tabelle

CADETTI (Torneo Internazionale di Nettuno – Gran Galà)

Lanci per inning

0÷10

11÷20

21÷30

31÷40

41÷50

51÷60

61÷70

TOTALI

Numero degli inning (*)

0

12

4

2

2

2

0

22

Lanci

0

190

106

68

86

108

0

558

Media Lanci per Inning

15,83

26,50

34,00

43,00

54,00

25,36

Battitori Affrontati

0

53

24

13

20

23

0

133

Media Lanci per Battitore

 

3,58

4,42

5,23

4,30

4,70

4,20

Balls

0

85

52

39

46

51

0

273

Strikes

0

105

54

29

40

57

0

285

Percentuale di Strikes

 

55,3%

50,9%

42,6%

46,5%

52,8%

 

51,08%

JUNIORES (Torneo Internazionale Enzo Civelli – Trieste)

Lanci per inning

0÷10

11÷20

21÷30

31÷40

41÷50

51÷60

61÷70

TOTALI

Numero degli inning (*)

8

11

2

0

1

0

0

22

Lanci

73

175

50

0

50

0

0

348

Media Lanci per Inning

9,13

15,91

25,00

 

50,00

 

 

15,82

Battitori Affrontati

27

58

14

0

14

0

0

113

Media Lanci per Battitore

2,70

3,02

3,57

 

3,57

 

 

3,08

Balls

17

64

21

0

24

0

0

126

Strikes

56

111

29

0

26

0

0

222

Percentuale di Strikes

76,7%

63,4%

58,0%

 

52,0%

 

 

63,79%

Conclusioni

E’ indubbio che l’esigua casistica rende prematura l’espressione di conclusioni definitive.

L’esame dei dati però conferma che limitare il numero degli inning non sempre limita il numero dei lanci il cui range oscilla tra un minimo di 8 ed un massimo di 57 per inning.

La media di lanci per battitore resta abbastanza contenuto entro un range che oscilla da un minimo di 2,7 ad un massimo di 4,7 aprendo uno spiraglio ad una eventuale regolamentazione sul limite dei battitori affrontati.

Quasi sempre l’elevata percentuale di strikes genera un basso numero di lanci, questo è soprattutto vero nella categoria Juniores, confermando così la relazione:

a parità di lanci: + % strike = + eliminati = + inning lanciati.

Conseguentemente porre il limite sui lanci (o battitori affrontati) darebbe un premio sportivo ai lanciatori con più controllo stimolando il lavoro dei tecnici su questo aspetto e contribuendo quindi alla crescita tecnica.

L’obiettivo che ci si deve porre è quello di approfondire i concetti esposti in questo articolo allo scopo inizialmente dichiarato di arricchire il dibattito, generare cultura ed eventualmente affinare le regole.

Ci sono domande alle quali non si è voluto dare una risposta ma che si spera portino i tecnici a riflettere in maniera positiva sul tema e trovino le risposte giuste per la crescita tecnico-fisica dei loro lanciatori.

Infine, coloro (tecnici, pitching coach, operatori sportivi, ecc.) che si pongono come obiettivo lo sviluppo dei giovani lanciatori, la loro costruzione, il loro insegnamento, dovrebbero ispirarsi a criteri di progressività e di coerenza sulla base delle esperienze che dimostrano l’incidenza dei veri aspetti trattati in questo articolo sui possibili traumi in primo luogo e sulla limitazione dello sviluppo tecnico-fisico dei lanciatori.

 

 

 

Riferimenti: "How Many Pitches Should I Allow My Child to Throw?"

James R. Andrews, M.D. and Glenn Fleisig, Ph.D.

American Sports Medicine Institute - February 12, 1996