TROVARE CONTROLLO

di Lilly Rossetti

 

 

Una delle premesse del cosiddetto „ gioco mentale „ è il controllo.

Fine ultimo di tutti gli sforzi di un atleta è il controllo, la regolazione della nostra prestazione , ma spesso trascuriamo un altro punto fondamentale :

il controllo della prestazione è impossibile senza il controllo di se stessi.

Chiariamo quest’ultimo punto.

Tra i meccanismi più frequenti ma anche più pericolosi nell’uomo , tanto più negli atleti ,c’è la perdita dell’attenzione e la costruzione di scuse.

Mille fattori esterni ci distraggono dalla nostra prestazione : il tempo e la temperatura, il terreno, la gente, le reazioni dell’allenatore, del pubblico... ci sono davvero tante ragioni per allontanarsi dall’unica cosa importante : noi stessi.

Infatti è questo il primo grande principio : l’unica cosa su cui abbiamo veramente controllo siamo noi stessi.

Dunque non certo su che tempo fa oggi o su quanto grida la squadra avversaria o quanto è bagnato il terreno o come chiama i lanci l’arbitro oggi!

In altre parole dobbiamo prima di tutto distinguere cosa è e può essere veramente in nostro controllo e impegnare tutte le energie in questa direzione.

Un’appendice a questo primo punto è il fatto che anche se abbiamo controllo perfetto su noi stessi non possiamo escludere fattori come la sfortuna o l’imprevisto.

Proprio in questi casi però si può distinguere i migliori, i vincenti, dai giocatori comuni, poiché i primi fanno l’unica cosa che ancora resta da fare : essi controllano le loro reazioni a ciò che accade e non si lasciano coinvolgere.

La reazione positiva ad ogni tipo di avvenimento ha come presupposto un’altra abilità fondamentale : l’adattamento.

Questo significa saper attuare piccole modifiche che permettono di affrontare una nuova situazione e di mantenere il controllo nella situazione stessa.

Il nostro gioco è un „ gioco di adattamento „ ; ci sono infatti così tante varianti e fattori che mutano così rapidamente , che l’adattamento diventa realmente indispensabile .

In altre parole dovremmo esercitarci a mantenere il controllo su noi stessi, le nostre reazioni e le situazioni, escludendo distrazioni e fattori di disturbo e focalizzando la nostra attenzione su noi stessi.

Questo stadio della concentrazione su se stessi e sui propri compiti , unitamente alla neutralizzazione di tutti i fattori esterni si riassume nell’espressione ESSERE DENTRO.

Useremo quindi queste parole , " essere dentro ", per indicare velocemente la condizione psicologica del controllo di sé e delle proprie emozioni indispensabile ad un lavoro proficuo e alla resa in situazione di gara.